Vite da sincronetti, gli uomini del nuoto sincronizzato esclusi dalle Olimpiadi: "Il nostro sport contro gli stereotipi"

C'è chi alle Olimpiadi di Tokyo non ha potuto esserci. Non per volontà o risultati, ma perché ai Giochi non è ammesso. Sono gli uomini del nuoto sincronizzato. Che in Italia possono gareggiare in tutte le categorie, a livello internazionale solo in coppia e dal 2020 nel singolo, ma alle Olimpiadi non possono partecipare, a causa di regole che sono figlie di un retaggio di una tradizione soprattutto femminile di questo sport. Ma queste regole hanno ancora senso oggi? Siamo andati a curiosare tra gli allenamenti e le emozioni di due atleti, il campione italiano in carica Giorgio Minisini (che agli ultimi assoluti invernali ha ottenuto una storica vittoria nell'esercizio individuale superando le avversarie) e il compagno di squadra Nicoló Ogliari, per raccontare uno sport poco conosciuto, ma modello di equità di genere. In cui si gareggia insieme, maschi e femmine. "Perché non c'è un genere più facilitato, c'è totale parità". Minisini, 25 anni, atleta dell'Unicusano Aurelia Nuoto di Roma e delle Fiamme Oro, in nazionale fa coppia con Lucrezia Ruggiero. Nicoló Ogliari, 23 anni, in forza alla Rari Nantes di Savona e in coppia con Federica Sala (nelle immagini in acqua con lui c'è Carmen Rocchino), racconta anche la sua esperienza nell'esercizio di squadra.

 

Di Giulia Destefanis e Camilla Romano Bruno

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