L'inno di Mameli diventa un omaggio all'integrazione: a cantarlo sono i "nuovi italiani"

C'è l'arabo, il cinese, il portoghese, il russo, il bulgaro. Cambia la lingua ma il testo è sempre lo stesso: quello dell'inno di Mameli. A rivisitato è stato Idealista.com con la volontà di rappresentare le tante identità che oggi compongono l'Italia. L'esperimento si chiama "Inno Integrazionale" e ha coinvolto 11 persone provenienti da 4 continenti. A ciascuno è stato chiesto di cantare un pezzettino dell’inno nazionale nella propria lingua. Il risultato è un esercizio che mette alla prova orecchio e cuore: la musica suona familiare, ma allo stesso tempo così lontana.  Il video è un omaggio all'Inno di Mameli che proprio questo mese, dopo 71 anni, è stato riconosciuto ufficialmente quale inno della Repubblica Italiana. È anche un modo per sensibilizzare le persone sul tema della cittadinanza e dei migranti offrendo quella che, in un comunicato, il portale ha definito "una visione umana"

(a cura di Valentina Ruggiu)

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