La tradizione centenaria della salsiccia di Bra: alla scoperta dell'insaccato che si mangia crudo

La storia narra che intorno alla metà dell'800 la comunità ebraica di Cherasco presentò istanza niente meno che a re Carlo Alberto per poterla produrre di sola carne bovina. Da quel momento (siamo precisamente nel 1847) la regia concessione sabauda diede i natali ad uno dei piatti più amati della tradizione piemontese: la salsiccia di Bra. Abitualmente consumata cruda - ma apprezzata anche cotta come ingrediente per sughi – questo insaccato è ormai diventato una delle cifre distintive di Bra. «È uno degli elementi che in assoluto non può mancare nei ristoranti di queste zone – racconta Alessia Battaglino, titolare dello storico ristorante in piazza Roma –. Noi la serviamo cruda, come da tradizione, come antipasto oppure la rendiamo ingrediente principale del nostro ragù con cui serviamo i tajarin». In oltre 150 anni di storia, la salsiccia di Bra ha mantenuto praticamente intatte le sue caratteristiche, come sottolinea Battaglino: «Viene prodotta ancora oggi allo stesso modo, con la differenza che con il tempo si è aggiunta una piccola percentuale di carne di maiale (5-10%) per renderla più compatta all’interno del budello».
Video di Davide Cavalleri

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