Verso l'Expo di Dubai 2020, ecco come sarà la casa dell'Italia

I 4,38 chilometri quadrati su cui il 20 ottobre 2020 si accenderanno le luci scintillanti della prima Esposizione universale del Medio Oriente, oggi sono un cantiere zeppo di gru e macchinari in movimento, che animano un immenso cantiere in piena attività intorno alla struttura già ben visibile della Al Wasl (che in arabo significa 'connessione') Plaza, la gigantesca cupola che sarà il vero cuore dell'Expo 2020 di Dubai. E' in questo scenario che l'Italia ha avviato ufficialmente, con la cerimonia della posa della prima pietra, i lavori del proprio Padiglione, che è già destinato a lasciare il segno, visto che gli Emirati hanno chiesto di lasciarlo in eredità ad Expo: proposta accettata dall'Italia, che punta a trasformarlo in un museo. La posa della prima pietra è avvenuta il 26 novembre con il vice ministro del Mise, Stefano Buffagni.

Il padiglione italiano, su progetto di Italo Rota, Carlo Ratti, Matteo Gatto e F&M Ingegneria, si estende su una superficie di 3.500 metri quadri, con un'altezza di quasi 27 metri, integra materiali sostenibili come bucce d'arancia e fondi di caffè, e si basa su un approccio crcolare all'architettura, con gli scafi di tre imbarcazioni, dipinti con i colori della bandiera italiana, convertiti nel tetto dell'area espositiva. La strategicità della posizione, vicino a quelli di Emirati, India, Usa e Giappone, permette all'Italia di aspettarsi fino a "5,5 milioni di visitatori", spiega Glisenti. Gli organizzatori hanno chiesto all'Italia di far sì che il padiglione possa diventare permanente. Si attende un "ritorno positivo" per l'Italia, sia come conoscenza del mercato ma soprattutto per le aziende nostrane, che "possono farsi conoscere", assicura Buffagni, che ha garantito tutto il supporto del Governo per la riuscita della partecipazione italiana.

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