Strage Viareggio, i parenti di una delle vittime violano la zona rossa per aspettare la sentenza di fronte la Cassazione

"Non abbiamo perso nessuna delle più di centocinquanta udienze che si sono susseguite dai terribili giorni della strage, dove altro dovremmo essere se non di fronte la Cassazione?". Sono il padre e la madre di Emanuela Menichetti, ragazza di 21 anni che perse la vita a causa del disastro di Viareggio, a parlare e ad aspettare di fronte la Corte di Cassazione di Roma la sentenza che dovrà decidere sull'ex ad di Ferrovie Mauro Moretti e gli altri imputati per l'incidente ferroviario del 29 giugno 2009. Loro, toscani, hanno violato la zona rossa e si sono recati ugualmente nella capitale italiana pur di essere presenti al momento del giudizio. Gli altri parenti, invece, hanno aspettato di fronte la sede del comune di Viareggio. "Dopo quarantadue giorni di agonia in ospedale, con oltre il 90% di ustioni su tutto il corpo, ho promesso a mia figlia che l'avrei sempre accompagnata", ha ripetuto la madre, Daniela Rombi. "Non potevo non esser qui". "Abbiamo anche provato a scrivere al ministro Bonafede e alle istituzioni regionali per autorizzare una piccola delegazione a venire qui a Roma e non avere il pensiero della zona rossa, ma non abbiamo ricevuto risposta. Se nessuno si prende la responsabilità, ce la prendiamo noi".
 
Video di Camilla Romana Bruno

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